L’arcipelago de La Maddalena
L’arcipelago de La Maddalena è sicuramente l’ angolo più bello del Mediterraneo. È situato a poca distanza dalla frastagliata costa nord-orientale della Sardegna, in quel tratto di mare spesso agitato e battuto dal maestrale che divide la Sardegna dalla Corsica.
![]() |
![]() |
La Maddalena, Caprera, Spargi, Santo Stefano, Santa Maria, Budelli, Razzoli (con una superficie variabile da 20.116 a 1.673 chilometri quadrati), sono le sette isole principali dell’arcipelago di La Maddalena, alle quali si affiancano Mortorio, Giardinelli, Soffi, Bisce e Corcelli (le cui superfici variano da 0.500 a 0.100 chilometri quadrati). Numerosi sono gli isolotti (inferiori tutti a 0.100 chilometri quadrati) che costellano il mare in prossimità di queste isole.
La Maddalena ha da offrire ampi tratti di costa ancora praticamente intatti: spiagge e calette si alternano a massi granitici dalle forme bizzarre, i cosiddetti “tafoni” (formatisi grazie all’azione erosiva del vento), che rendono caratteristica la costa intorno a Palau. Sugli isolotti davanti a punta Marginetto è possibile osservare le colonie di Berte maggiore e i caratteristici Marangoni dal ciuffo. Un ponte carrozzabile divide Maddalena dall’isola di Caprera, rifugio di Garibaldi negli ultimi anni della sua vita.
Budelli, Razzoli e Santa Maria sono raccolte intorno a uno specchio di mare dall’acqua sempre calma detto Porto Madonna. Queste isole affacciate sulle Bocche di Bonifacio, insieme alla vicina Spargi, rappresentano la parte più selvaggia, interessante e bella dell’arcipelago in cui cresce una macchia mediterranea bassa costituita da rosmarino, lentisco, cisto, mirto, olivastro e altre specie aromatiche. Nelle acque più profonde nuotano squali e delfini, soprattutto stenelle e tursiopi. Triglie, orate, gronchi, saraghi, scorfani, seppie, aragoste, cernie, corvine si aggirano tra rocce e grandi praterie di Posidonia impreziosite spesso da eleganti stelle marine e popolate da splendidi animaletti come cavallucci marini, anemoni , coralli e attinie. La presenza di questi animali è dovuta alla lungimiranza ed al rispetto della natura dei pescatori locali, eredi di grandi pescatori venuti dal continente, soprattutto da Ponza e da Pozzuoli.




